Info
- Data
- domenica 5 luglio 2026
Ore 19:00
Cenobio del San Bartolo
Strada dei Cipressi 1, Pesaro
- Sumarte
Arianna Cleri
voce
Marta Celli
arpa celtica e voce
Massimo Valentini
soprano sax
- Programma
Brani originali, improvvisazioni e arrangiamenti di musiche tradizionali sefardite, bulgare, portoghesi, svedesi, celtiche e italiane
Loreena McKennitt
The Mummers’ Dance
Tradizionale sefardita
Andarleto
Myrkur
Ramund
Maro
Saudade
Massimo Valentini
Autumn’s Eyes
Massimo Valentini
Bulgarian Folk Song (Kopek Dance)
Arianna Cleri e Massimo Valentini
Wuuuuuuu
Simon & Garfunkel
The Sound Of Silence
Mina e Ivano Fossati
Luna Diamante
Sílvia Pérez Cruz
Mechita
Tradizionale sefardita
Morenica
Tradizionale sefardita
La Rosa Enflorece
- Biglietti
INTERO € 20
RIDOTTO
Soci WKO e familiari conviventi € 15
Under 18 € 10
MODALITÀ DI ACQUISTO
- Biglietteria on-line www.ticketnation.it
- Prenotazione + bonifico
WunderKammer Orchestra ETS
Iban IT45V0623013301000015184073
Causale "Sumarte" - Cenobio del San Bartolo (prenotazione consigliata)
- Strada dei Cipressi 1, Pesaro
- il giorno dello spettacolo a partire dalle 18
- Info
con il sostegno di
Regione Marche
Comune di Pesaro
Sistemi Klein
Istituto Ottico Ciaroni
Giardino di Santa Maria
La storia della musica è una storia di spostamenti. Non tanto spostamenti di strumenti e musicisti, piuttosto di melodie. Cambiando lingua, attraversando guerre, migrazioni, accumulano strati di vita vissuta mutando, crescendo. Gli etnomusicologi preferiscono parlare di circolazione dei repertori piuttosto che di tradizioni nazionali, le musiche che oggi associamo a uno specifico territorio sono soltanto il risultato momentaneo e contingente di secoli di stratificazioni multiculturali.
Prendiamo per esempio tre melodie sefardite. Dopo il decreto di espulsione emanato dai Re Cattolici nel 1492 le comunità ebraiche della penisola iberica si dispersero tra l’Impero Ottomano, il Nord Africa e i Balcani, portando con sé le loro romanze, i canti lirici tramandati oralmente in ladino, l’antico giudeo-spagnolo. In brani come Andarleto, Morenicae La Rosa Enflorece è ancora possibile avvertire una stratificazione iberica medievale, sovrapposta e contaminata da nuovi stilemi melodici e ritmici ereditati dai nuovi contesti culturali che hanno abitato. I tre canti si fanno così così testimonianza autobiografica, quaderno di viaggio.
Ramund, ballata documentata in Danimarca già nel XVI secolo, sopravvive per secoli nella tradizione orale scandinava fino a essere riletta dalla cantante danese Myrkur, che recupera tecniche vocali arcaiche inserendole in una scrittura contemporanea. The Mummers’ Dance di Loreena McKennitt prende il nome dagli antichi mummers, compagnie itineranti che tra Medioevo ed età moderna percorrevano le campagne britanniche durante il periodo invernale mettendo in scena canti rituali.
I brani di Massimo Valentini si collocano in uno spazio intermedio tra musica scritta e tradizione orale. Bulgarian Folk Song (Kopek Dance) recupera i metri irregolari della musica balcanica, già studiati nelle ricerche etnomusicologiche di Béla Bartók e, più tardi, di Timothy Rice. Autumn’s Eyes approccia un linguaggio nel quale convivono stilemi appartenenti alla musica medievale e rinascimentale, con incursioni a tratti anche nella musica celtica.
La seconda parte del programma mostra come questo processo di stratificazione non appartenga soltanto alla musica di tradizione orale. Anche la canzone d’autore contemporanea costruisce spesso il proprio linguaggio a partire da patrimoni musicali precedenti. Saudade della portoghese MARO rilegge una delle categorie culturali fondanti della tradizione lusitana attraverso una scrittura sospesa tra fado, jazz e popular music. Mechita attraversa flamenco, musica catalana e canzone iberica. The Sound of Silence appartiene alla tradizione del folk revival statunitense degli anni Sessanta, è figlia di un ambiente musicale che aveva fatto della riscoperta del repertorio tradizionale angloamericano uno dei propri principale riferimenti.
Il programma di questa sera segue le scie delle melodie tramandate oralmente attraverso lo spazio e la storia. È la prospettiva che la etnomusicologia moderna ha progressivamente privilegiato rispetto a quella delle identità musicali rigidamente delimitate, non c’è interesse nello stabilire dove una musica sia nata, c’è interesse nei luoghi, nelle lingue, nelle comunità che l’hanno abitata e trasformata.
SUMARTE è un progetto che incarna il significato più autentico della parola: sommare anime, suoni e culture. Un trio atipico e coinvolgente che unisce l'iridescente timbro dell’arpa celtica, la potenza evocativa della voce e l’anima jazz e world del sassofono, in un dialogo musicale senza confini.
La Musica: Il repertorio, interamente originale, è un caleidoscopio di suggestioni che spazia dalle melodie mediterranee e sefardite alle atmosfere nordiche e celtiche, fino alle radici della musica italiana e all'improvvisazione jazz. Ogni concerto è un viaggio unico e irripetibile, reso tale da una forte componente improvvisativa e dall'uso creativo di loop station e pedaliera, che permettono al trio di costruire stratificazioni sonore ricche e avvolgenti dal vivo.